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Sin dai primi approcci con la Fotografia, ho avuto modo di
percepire rapporti di esclusiva complicità, a volte leggeri altre volte
immobilizzanti, tra i veri artefici, stampatore e fotografo, di
quelle che (spesso) amo definire disperazioni
silenziose.
Sono convinto che ogni
foto rappresenta una scelta sia tecnica che estetica. Fotografare è
un’arte, così come stampare con arte sublima l’atto razionale della
scelta. Ma una scelta comporta sempre un impegno perché è un
processo di riduzione ed obbliga ad una decisione che taglia sempre
e comunque una parte di noi.
Che altro sono le foto, se non irripetibili
calligrafie dell’anima?
Carlo |