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Fotografando ho quasi la sensazione di
occuparmi, in piena libertà, di ciò che più mi
attrae, recuperando, attimo dopo attimo, quel libero arbitrio
smarrito nei tempi moderni. Sono convinto che ogni scatto sia in
grado di procurare una piccola gioia in chi si pone l'uomo
come obiettivo di studio. Ogni attimo è un'intima
illusione nel tiepido mare dei giardini d'infanzia. Ecco perché
tutte le mie immagini affondano le radici nella mia anima,
nutrendosi dei molteplici rapporti che ogni zona di confine della
psiche, giorno dopo giorno, lega indissolubilmente ad ogni
mio sguardo.
Fotografia come autoconoscenza
(introspezione) o come autoosservazione, testimonianza o
documento, ricerca linguistica o
intuizione?
Carlo |